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Chiavenna si trova, ad un'altitudine di 333
m., all'incrocio delle strade alpine del Maloja e dello Spluga e vi si giunge percorrendo la statale 36 dello
Spluga, dopo aver lasciato le dolci sponde del
Lario, il lago di Mezzola e il piano di Chiavenna. Da Chiavenna la strada prosegue verso nord, nella
valle San Giacomo, attraversata dal torrente Liro, fino al passo dello Spluga e, verso
est, in val Bregaglia (solo in parte in territorio italiano).
Abitata nella preistoria (incisioni rupestri sono state rinvenute a Prata
Camportaccio) e in seguito dai Reti,
"Clavenna" era conosciuta dai romani come importante via di transito per l'Europa settentrionale.
In origine il sito sembra scelto per la sola posizione strategica, a causa delle
difficili condizioni ambientali. Appena a valle, infatti, si stendeva una zona
malsana, paludosa, bonificata solo di recente, che confondevano la terraferma
con le acque del lago di Como, molto più estese di oggi.
Con il diffondersi del cristianesimo, nel V secolo sorsero le prime
pievi. Nel X secolo fu sede di un'importante dogana e di mercati. Nel 1030 divenne comune e
fu aggregata al
ducato svevo degli Hohenstaufen, parteggiando per l'imperalore Barbarossa, che più volte
transitò per il comune concedendo privilegi.
Annessa a Como, poi ai Visconti, venne cinta di mura da Ludovico il Moro nel 1468. I Grigioni si impadronirono nel 1512 della
Valchiavenna, restandovi tino al 1797. Fu un periodo di sviluppo urbanistico e commerciale
e sui canali derivati dal Mera fiorirono attività artigianali. Diversamente dalla
Valtellina non partecipò alla rivolta cattolica del 1620, anzi ospitò numerosi
rifugiati sfuggiti all'inquisizione.
La frana di Piuro del 1618 e la peste portata dai Lanzichenecchi contrassegnarono l'inizio del Seicento, che
vide l'alternarsi del dominio di Francia, Spagna e Austria. Con Napoleone e l'adesione alla Repubblica Cisalpina (1797) Chiavenna seguirà le vicende storiche di Sondrio. Agli austriaci si deve la costruzione della
strada dello Spluga (1822), che favorì lo sviluppo economico della città con l'apertura di
birrifici, filande e di una fabbrica di sci.
Lo spostarsi dei transiti commerciali lungo la strada del San Gottardo causò un notevole calo
dell'attività economica e una forte emigrazione.
Importante è oggi l'industria alimentare, il turismo e la produzione di energia elettrica ricavata dai bacini artificiali di
Montespluga, Isola e val di Lei.
La visita continua ... |